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“Mamma, mi leggi una storia?”

11 lug 2019

di Maria Grazia Longari, Psicomotricista

Mi sono sempre chiesta cosa ci sia dietro leggere un libro a qualcuno, che cosa accade tra chi legge e chi ascolta.

In questi anni di lavoro coi bambini come terapista (ma anche come mamma sebbene non si debba parlare di lavoro), ho visto (ma forse sarebbe più appropriato dire “ho sentito”) come il più grande strumento di facilitazione tra il piccolo e il mondo sia la mamma che con le sue cure e i suoi gesti trasmette al bambino la sua cultura, radicandolo nelle sue origini e nella sua storia. Che è poi quello che avviene nella quotidianità in una narrazione che giorno per giorno accompagna il bambino nella sua crescita.
È in questo contesto che il libro diventa un aiuto fondamentale nella formazione della persona sia da un punto di vista cognitivo che emotivo e relazionale.
Le neuroscienze e le ricerche più attuali confermano come, già nella vita embrionale, lo scambio d’informazioni tra il fuori e dentro porti ad attivare sensazioni e percezioni che segnano la storia di ognuno di noi.

Questo interessantissimo articolo conferma ciò che negli anni ho visto accadere nel percorso riabilitativo: il libro è uno strumento fondamentale per diventare grande. Il significato etimologico della parola leggere deriva dal latino e significa fondamentalmente “raccogliere”, ma non solo la ripetizione di suoni, la radice leg deriva da logos ovvero pensiero, ragionamento. Il mezzo è il messaggio, direbbero i teorici della comunicazione.

Leggere un libro attiva un processo che coinvolge le parti nella loro totalità, attraverso la lettura si entra in relazione, si gioca, si ascolta, ci si interroga e si impara. Senza lettura emergono difficoltà di:
– Interazione sociale
– Padronanza del linguaggio
– Sviluppo del pensiero astratto
– Sviluppo delle rappresentazioni mentali
– Sviluppo del pensiero creativo, divergente, immaginifico
– Sviluppo delle funzioni cognitive
– Sviluppo della concentrazione

Per promuovere la lettura sarà importante usare la mediazione ovvero porsi con il bambino in un atteggiamento di scambio dove io so qualcosa e tu sai altre cose e non in atteggiamento dove io parlo e spiego e tu devi solo ascoltare.
Leggere è un atto d’amore fatto di intenzionalità di reciprocità e di trascendenza, dove sia lo spazio che il tempo si caricano di emozioni che facilitano la conoscenza e l’apprendimento.
È in questo contesto che il libro diventa un aiuto fondamentale per incrementare la relazione con il mondo, incentivando la crescita del bambino, fornendogli un patrimonio di storie al quale attingere quando ne avrà più bisogno.
Leggere diventa anche una grande occasione per gli adulti per tornare a porsi i mille perché, per imparare a veicolare concetti complessi con un linguaggio semplice e chiaro, per tornare a essere curiosi e a lasciarsi stupire ed emozionare.

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