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30 set 2020

Com’è stato il rientro? Quali le difficoltà? E com’è cambiato il ruolo di genitori e insegnanti? Lo chiediamo alla dott.ssa Anna Polliani, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo Statale Ciresola di Milano.

Il 14 settembre le scuole hanno finalmente riaperto e bambini e ragazzi sono potuti ritornare in classe e rivedere compagni e insegnanti. Certo, far ripartire la scuola dopo il periodo di chiusura dovuto all’epidemia di Covid-19 non è cosa da poco e l’incertezza rimane all’ordine del giorno.
A un paio di settimane dalla prima campanella, abbiamo intervistato la dott.ssa Anna Polliani, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo Statale Ciresola di Milano, per capire meglio come si sono organizzate le scuole e quali sono le loro maggiori difficoltà.

Dott.ssa Polliani, a meno di una settimana dal ritorno in classe, che quest’anno ha un significato davvero speciale, come avete organizzato il rientro?

Abbiamo mantenuto invariati gli orari, con l’unica differenza che l’entrata sarà tra le 7.50 e le 8.30 e sarà scaglionata di 10 minuti per la scuola primaria e di 5 per la secondaria. Questo ci consentirà di evitare assembramenti e di permettere a tutti di entrare a scuola in totale sicurezza.
Garantiamo il tempo pieno e il servizio mensa fin da subito, mentre il pre e post scuola sarà attivo dal 23 ottobre. Purtroppo, si tratta di attività gestite direttamente dal Comune di Milano e, mancando i protocolli di sicurezza, si è reso necessario ritardare di qualche settimana l’attivazione di questi servizi.
Le classi non sono cambiate rispetto allo scorso anno e non è stato necessario ridistribuire gli studenti. Questo è stato possibile grazie al fatto che non abbiamo problemi di spazio e, in più, grazie alla donazione di Medici in Famiglia del 2018 di 120 banchi e 279 sedie (Ufficio CSR di Gucci), l’Istituto aveva già a disposizione tutti i materiali, fisici e digitali, che ci hanno permesso di riaprire in sicurezza e senza bisogno di grandi interventi strutturali.
Purtroppo, in tema di spazi e organizzazione delle classi, alcuni istituti sono più fortunati di altri e in questo caso la preesistenza di condizioni favorevoli ci ha facilitato la riapertura.

Quest’anno potrebbero esserci ritardi nell’assegnazione di cattedre ai docenti di sostegno, questo avrà un impatto per tutte le famiglie di alunni con DVA (Diversamente Abili), già colpiti duramente dai mesi di lockdown. Avete pensato a delle soluzioni?

Al momento l’Istituto Ciresola sta procedendo con supplenze brevi in attesa delle nomine annuali. Siamo una scuola bilingue e abbiamo avuto dall’ufficio scolastico la deroga sull’organico che ci ha permesso di evitare una mancanza di docenti troppo drammatica. In più abbiamo avuto la fortuna di avere immissioni in ruolo di docenti nuovi o appena trasferiti e quindi siamo stati in grado di intervenire tempestivamente ancora prima che si presentasse il problema delle supplenze.

Sicuramente la pandemia ha modificato le abitudini, le paure e i bisogni delle famiglie ma anche del personale scolastico. Avete pensato a una formazione per gli insegnanti che permetta loro di condividere con gli alunni informazioni chiare, concise e accurate sul COVID-19, normalizzare i messaggi sulla paura e l’ansia e promuovere strategie di prevenzione per gli studenti e le loro famiglie?

Sì, abbiamo provveduto sia sul fronte sanitario sia su quello educativo. I docenti devono però entrare in una nuova ottica: la formazione è ormai imprescindibile, soprattutto su un tema così delicato per il quale ci si affida ancora troppo spesso al sentito dire. Dovranno sicuramente prestare più attenzione alle circolari e alle comunicazioni interne ed è importante che diventino un punto di riferimento per accompagnare i genitori in questo periodo di grande incertezza. Fondamentale sarà instaurare con le famiglie un rapporto di fiducia e di scambio costante attraverso tutti i mezzi a loro disposizione.
In questo senso la didattica a distanza degli scorsi mesi ha permesso ai docenti di entrare più in contatto con le famiglie e di migliorare l’aspetto relazionale con i genitori.
Il ruolo del docente diventerà dunque sempre più cruciale e gli insegnanti devono essere consapevoli di giocare un ruolo fondamentale nel rapporto con le famiglie. Come dico sempre, i docenti devono uscire dalla cattedra!

Come è cambiato il ruolo della Scuola, agenzia di formazione per eccellenza e luogo in cui i minori erano abituati a trascorrere la maggior parte della giornata, dopo il lockdown e con la didattica a distanza?

La scuola continua ovviamente ad avere la funzione principale di educare bambini e ragazzi, ma è diventato ancora più evidente il suo ruolo di supporto alla genitorialità e di regolatore sociale.
Basti pensare che, sebbene il nostro istituto si sia mosso per tempo a comunicare regole e condizioni ai genitori, alcuni di loro non sono stati puntuali nella lettura dei documenti e nel rispetto delle regole. Molto è dovuto agli ostacoli linguistici e culturali che hanno rallentato la comunicazione con queste famiglie, ma abbiamo cercato di andare incontro anche a loro traducendo le procedure e le circolari in tutte le lingue.
I genitori hanno un ruolo centrale e possono facilitare un rientro a scuola sereno e sicuro, è dunque molto importante accrescere la consapevolezza delle famiglie su questo tema e far capire loro che non tutto è gestibile dalla scuola e che il loro ruolo è imprescindibile, anche quando il Covid-19 sarà – per fortuna – un lontano ricordo.

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